L’OCST chiede di facilitare e potenziare il lavoro ridotto

In occasione della conferenza di inizio anno, l’OCST aveva chiesto che le imprese colpite da crisi a causa del nuovo Coronavirus potessero far capo al lavoro ridotto.

Nei giorni seguenti la Seco ha prontamente risposto alla crisi concedendo questa possibilità.

Venerdì 28 febbraio, visto l’aggravarsi della situazione per molte aziende che soffrono della carenza di componenti o della drastica riduzione del flusso turistico verso il nostro cantone, l’OCST ha inviato una lettera alla Segreteria di Stato dell’economia chiedendo di farsi portavoce presso il Consiglio federale per l’adozione delle misure straordinarie previste in questi casi dall’Ordinanza sull’Assicurazione disoccupazione.

“La situazione sta evolvendo velocemente e in maniera imprevedibile. Chiediamo per questo che le aziende possano far capo al lavoro ridotto usufruendo di un termine di preannuncio di soli 3 giorni (art. 58 OADI), e non 10 come oggi, e che possano usufruire di questo strumento fino a 6 mesi, qualora la situazione non dovesse evolvere al meglio.

In un momento così straordinario, le perdite possono essere davvero ingenti. Per questo riteniamo necessario inoltre che vengano ridotti i giorni di attesa mensili da 2 a 1 (art. 50 OADI)”.

Questo è ciò che nel dettaglio è stato richiesto. Il nostro sindacato ritiene infatti che lo strumento del lavoro ridotto sia il solo in grado di sostenere i lavoratori e le imprese in questo difficile momento. Attendiamo a breve una risposta.

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